Sappiamo tutti che oggi sia le banche tradizionali sia quelle on-line dispongono di un loro sito internet attraverso il quale forniscono informazioni ai clienti (scopriremo che non è esattamente così).
Faccio finta di essere un cliente che ha bisogno di un prestito.
In tutti i siti internet di banche in cui mi sono imbattuto, dopo aver visionato la serie di servizi offerti, vado alla sezione “Prestiti” e accade questo:
1) Trovo una serie di prestiti diversi, dedicati a profili specifici (Giovani, Pensionati, Dipendenti Pubblici, Convenzionati etc.).
2) Una volta selezionato il profilo di mio interesse, trovo una serie di caratteristiche che descrivono il prodotto,riassumibili (si fa per dire) come segue:
Destinatari (età minima - età massima), Durata (minimo x – massimo y), Importo finanziabile (minimo x - massimo y), Periodicità delle rate (mensile, trimestrale, semestrale ecc.), Tipologia di tasso (fisso, variabile), Modalità di rimborso (addebito su conto corrente ecc.), Documenti richiesti ed eventuali opzioni aggiuntive.
Dopo questa “serie di serie”, finalmente giungo ad un pulsante gigante in cui di solito c’è scritto: “Calcola la tua rata” , seguito ancora da un altro che, invece, dice: “Richiedi subito un appuntamento”.
Cosa c’è di sbagliato in questo iter?
TUTTO!
Vediamo perché e scopriamo come correggere questo tipo di informazione, che si occupa solamente di contenuti di utilità secondaria.
La regola principale è questa: Mettersi al posto del cliente.
Domanda:
Cos’è che preme di più sapere ad un cliente che ha esigenza* di denaro per finanziare un progetto o per far fronte ad una spesa imprevista?
Risposta:
Capire quali possibilità ha di ottenere il finanziamento!
Questo è il contenuto di utilità primaria, l’informazione che deve essere fornita al cliente prima di ogni altra (prima di tassi, spese ecc.).
Come? Non di certo con il pulsantone: “Calcola la tua rata”. Anzi, questa funzione per il cliente è fuorviante. Lui si farà i conti in tasca e dirà: “ma sì, ce la faccio benissimo”, perché non ha assolutamente idea dei criteri che utilizza la banca per capire se un cliente è solvibile o no.
Qual è il rischio? Che il cliente prende l’appuntamento, chiede il permesso a lavoro, arriva in banca, fornisce i documenti elencati nel sito (spesso poi gliene vengono chiesti altri e deve tornare di nuovo, perché non vengono quasi mai elencati tutti), aspetta l’esito dell’istruttoria e poi… rullo di tamburi… Finanziamento Negato!
“Perché?!” Si chiede giustamente il cliente.
Perché non sapeva che la banca valuta la capacità reddituale considerando il reddito netto, escludendo gli straordinari? Perché non sapeva che il rapporto rata/reddito ottimale per ottenere un finanziamento è entro la soglia del 30%? Perché non sapeva che se ha altri prestiti in corso, questi pesano sulla sua capacità reddituale e quindi sul rapporto rata/reddito? Ecc.
Qualcuno mi deve spiegare perché bisogna far perdere tutto questo tempo ad un cliente, che può diventare immediatamente ex-cliente (se già acquisito) o una persona che fa passaparola negativo se le sue aspettative, come in questo caso, sono influenzate dalle informazioni poco utili e spesso fuorvianti fornite dalla banca stessa (contenuti di utilità secondaria).
Cosa fare quindi?
Preparare una piattaforma che guidi passo dopo passo il cliente verso il prodotto che fa per lui, semplicemente compilandola con i dati necessari (abbiamo così già snellito tutto il processo di “serie di serie”):
Chiedere qual è la Sua Esigenza.
Se , come in questo caso, ha esigenza di un prestito, allora sarà indirizzato nella videata apposita, che, a sua volta, chiederà:
° motivazione della richiesta, importo, rata che intende pagare (è più utile che ce lo dica lui all’inizio, no? Se poi la durata del prestito che ne deriverà è troppo lunga, la procedura lo inviterà a cambiare l’importo).
° età , tipologia di lavoratore (dipendente, libero professionista ecc.), stipendio medio mensile netto, altri prestiti già in essere.
° altro… fino ad arrivare a ciò che fa per lui:
apparirà quindi una pagina che illustra tutte le caratteristiche del prestito a cui si è giunti mediante i dati inseriti.
(Già con questo processo il cliente viene accompagnato a scegliere il prodotto più idoneo alle sue esigenze, evitando il rischio che da solo scelga qualcosa che non fa per lui e che quindi abbia aspettative errate).
In questa pagina però ci saranno anche delle cose nuove:
- Un file pdf scaricabile che spiega in maniera comprensibile (non in “banchese”) e sintetica quali sono i criteri che la banca adotta per capire se un cliente è solvibile o no,
- Un grafico che, basandosi sull’analisi dei dati inseriti, comunica al cliente qual è la probabilità che la sua richiesta venga accolta. Ovviamente sia in caso positivo (> 50%) sia in caso negativo (< 50%) il cliente sarà invitato a chiedere appuntamento in filiale, poiché il simulatore interno non può tener conto di alcuni fattori (ad esempio la valutazione di crif) che potrebbero determinare un esito diverso, e inoltre bisogna accertarsi che i dati inseriti siano veritieri e corretti. Nei casi di esito negativo si può (anzi si deve) invitare il cliente a prendere un appuntamento per fornirgli una consulenza diretta e valutare insieme a lui se ci possono essere soluzioni alternative (carta revolving, fido di cassa, cessione del quinto ecc.) alle sue esigenze.
- Contatti specifici per chiedere eventuali chiarimenti o rimanere aggiornati in merito ai prodotti (per esempio: numero telefonico, indirizzo e-mail, contatto skype, twitter ecc.)
Cosa c’è di nuovo quindi?
Con questi nuovi strumenti, il cliente (potenziale o acquisito) è già preparato ad un eventuale esito positivo o ad un eventuale esito negativo, e non ce l’avrà certo con la banca se quest’ultimo dovesse verificarsi. In più, abbiamo già dato una risposta alla sua domanda primaria: “Quali possibilità ho di ottenere il finanziamento di cui ho bisogno?”
Questo è il modo con cui si “cattura” il cliente potenziale e si consolida il rapporto con quello già acquisito! Poi, per carità, si potranno certamente sviluppare strumenti migliori di quelli da me illustrati, l’importante è capire il concetto di Marketing dei Contenuti.
*notate la parola che ho usato? Esigenza, non Prodotto! Ciò che per la Banca è un Prodotto, per il Cliente è un’Esigenza che richiede una Soluzione, quindi, quando ci si relaziona con esso, non bisogna Mai parlare di Prodotti, ma di Esigenze e Soluzioni.